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"Veneto Globale" mensile di informazione e attualità della Giunta regionale del Veneto Supplemento al quotidiano "VENETO VIDEOTEX" a cura della redazione di Videoinformazione Regione del Veneto - Palazzo Balbi - Dorsoduro 3901 - 30123 Venezia
Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 935 del 17-06-88


Un veneto a Shangai coordina colosso di marketing e comunicazione


C’è una nuova via per la Cina, attraverso la quale le imprese, ma anche le istituzioni, del Veneto possono trovare come meglio operare nel Regno di Mezzo. Al di là delle vie istituzionali, che già operano a vario livello, è ora possibile, infatti, avere un modo privilegiato, speciale, di entrare in Cina sia come azienda che come prodotto.
Questo è stato reso possibile dagli accordi esclusivi che recentemente il Dott. Raffaele Boccia ha raggiunto a Shanghai con una delle più grandi aziende di marketing e comunicazione della Cina. Un gruppo da 40 milioni di Euro di fatturato, 400 dipendenti, che annovera nel proprio portafoglio i maggiori marchi europei.


Attraverso questa porta, completamente cinese, l’azienda italiana interessata ad aprire dei punti vendita in Cina, o a vendere un prodotto, può trovare tutti i servizi e l’assistenza che un colosso locale può dare. Dalla ricerca della sede, al suo arredamento, al lancio promozionale, alle facilitazioni burocratiche di ogni tipo, alla fornitura di personale, dirigenti, venditori, partner. Poi tutti i servizi propri della comunicazione e del marketing, la preparazione di stand fieristici, ufficio stampa, passaggi in televisione e sui giornali. Insomma, proprio tutto, e con ottime relazioni nazionali, tali che ogni cosa diventa possibile.
“Ci pensavo da tempo” dice Boccia “dai miei primi viaggi in Cina, in cui mi accorsi di quanto c’era da fare in questo campo. Ho pensato che il modo migliore di entrare in Cina fosse quello di avere degli amici cinesi, preparati, che ci aiutassero nell’incontrare usanze, regole, e consuetudini di un’altra cultura. Non un Paese da conquistare, ma un Paese nel quale andare a fare del buon business, ed in cui noi e loro fossimo entrambi contenti di cooperare”. Raffaele Boccia, 50 anni, abita a Treviso, ed è da sempre nel campo della comunicazione e del marketing, ora anche come consulente per il mercato cinese.
Con questa apertura verso l’Asia, sa di essere un battistrada del settore verso un Paese che promette un grande futuro, e che culminerà con l’Expò di Shanghai del 2010 passando per le Olimpiadi del 2008.
Altri in Europa ci hanno già pensato, aiutando le industrie del proprio Paese. I tedeschi, ad esempio, sono in Cina da molti anni, come gli Inglesi, e stanno facendo buonissimi affari. Basti pensare che tutti i taxi cinesi, ed un 50% delle auto, sono della Volkswagen. Solo a Pechino i taxi sono ventimila. Ora anche gli Spagnoli si sono mossi, ed anche loro stanno guadagnando buone posizioni. L’Italia è ancora allo starter, con solo circa 400 aziende presenti in Cina, pur avendo un’immagine, presso i cinesi, di altissimo livello, che però si sintetizza per ora in pochi filoni: moda, calcio, lirica. Forse i settori più evidenti, o più facilmente esportabili, dell’Italia economica e culturale. Altri Paesi, ben più aggressivi, si stanno insinuando con forza in molti settori che daranno frutti in un vicinissimo futuro.
Basti pensare ancora alla Germania che, primo Paese europeo, ha stretto con la Cina un accordo in campo turistico per l’ingresso di turisti cinesi (e saranno tanti), ma limitatamente ai suoi confini.
Il turismo, ad esempio, sarà uno dei prodotti principali che l’Europa potrà esportare. Per questo si diceva che l’iniziativa di Boccia interesserà anche le istituzioni preposte al turismo, istituzione che potranno giovarsi dei suoi partner per raggiungere il mercato cinese dei potenziali turisti.
Molti, ultimamente, si sono accorti che la Cina non produce solo ristoranti cinesi, ma che è un grande Paese, con una crescita del 9% annuo, con milioni di ricchi, e dalle innumerevoli possibilità. “L’America” per almeno i prossimi dieci anni. Bisogna capirla, la Cina, ed i cinesi, non pretendere di misurarli con l’ottica europea, e soprattutto con la nostra cultura.
Chi se ne è dimenticato ha preso purtroppo delle brutte scoppole. Si può cominciar bene avendo un amico, cinese.


mensile di attualità, cultura e informazione della Giunta Regionale del Veneto
anno VI - novembre 2003 - numero 11